Campobasso

Raddoppia indennità di sindaco e Giunta, Pd: “Devono lasciare attività private e lavorare a tempo pieno”

Una norma inserita nella legge di bilancio e approvata dal Parlamento ha previsto l'aumento delle indennità per gli amministratori: a Campobasso il compenso passa da 4.400 a circa 8.000 euro lordi. L'opposizione dem: "Gravina e i suoi assessori devono lasciare il lavoro dipendente e che svolgono da liberi professionisti"

Il sindaco di Campobasso Roberto Gravina e la sua Giunta (composta dagli assessori Paola Felice, Simone Cretella, Luca Praitano, Giuseppina Panichella e Giuseppe Amorosa) raddoppieranno il proprio compenso: da 4.400 a circa 8.000 euro lordi. Tutto in virtù di una norma approvata dal Parlamento e inserita nella legge di bilancio 2022. Per i consiglieri di opposizione del Partito democratico, sindaco e assessori ora dovrebbero dedicarsi a tempo pieno all’attività amministrativa lasciando eventuali incarichi o attività private proprio alla luce dell’aumento dell’indennità a fronte del momento di difficoltà di tante famiglie.

I dem lo spiegano in un comunicato inviato nelle redazioni il giorno successivo al Consiglio comunale che ha approvato l’adeguamento delle indennità e durante il quale Gravina ha ‘sparato’ a zero contro le opposizioni che “avevano chiesto l’aumento dei gettoni di presenza e ora polemizzano per un adeguamento stabilito per legge”.

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“Il sindaco Gravina, sostenuto dai consiglieri di maggioranza, ha perso l’ennesima occasione per mantenere un profilo alto e di responsabilità istituzionale – sottolineano i consiglieri del Pd – decidendo di sventolare il cavallo di battaglia del “taglio ai costi della politica”, che tanti voti ha procurato al Movimento, proprio nel giorno in cui, dopo avere per l’ennesima volta mortificato il ruolo dei consiglieri comunali, con una decisione sul regolamento dei consigli da remoto che abbiamo contestato, sanciva l’aumento della propria indennità e di quella di assessori e presidente del Consiglio”.

Il capogruppo Giose Trivisonno e i suoi colleghi Alessandra Salvatore, Antonio Battista e Bibiana Chierchia ricordano che “il Governo Draghi, quello appoggiato da 5stelle, PD e Lega, ha dato facoltà ai Sindaci di aumentare lo stipendio per se stessi, per le Giunte e per i Presidenti del Consiglio, mettendo a disposizione un fondo speciale per i Comuni.

Questa facoltà è stata opzionata da Sindaco e Giunta Gravina, che, di fatto, da gennaio 2022 (formula retroattiva), raddoppiano il proprio compenso (da 4.400 a circa 8.000 euro lordi)”.

“Siamo ed eravamo tendenzialmente d’accordo nel merito – argomentano dal Pd – perché un Sindaco ha tante responsabilità e perché la Giunta deve potersi dedicare a tempo pieno alle incombenze amministrative.

Ascoltate le dichiarazione del primo cittadino, rese peraltro in un momento di gravi difficoltà quotidiane per tante famiglie, vantatosi di avere ridotto, grazie alla riduzione delle sedute delle Commissioni Consiliari (dove i consiglieri percepiscono un gettone che ha un valore quasi simbolico), i “costi della politica” rispetto al 2018, non possiamo tacere, poiché il Sindaco dimentica che in quei “costi” c’erano anche i gettoni di presenza del gruppo 5stelle, formato nella scorsa consiliatura dallo stesso Gravina e dagli assessori Felice, Praitano e Cretella, che non hanno mai protestato a riguardo.

Preoccupato di potere rimanere vittima di quel populismo che il suo stesso movimento ha alimentato, mentre dichiarava giusto e sacrosanto l’aumento delle indennità (che arriverà a 13.000 euro lorde a regime) per sé e per la Giunta (tutta impegnata a tempo pieno nelle proprie attività lavorative private e/o pubbliche), liquidava, di fatto, come “sprechi” i compensi ai consiglieri comunali (su cui, non facendo convocare le commissioni, ha operato i tagli).

Non sappiamo se il Sindaco, nel parlare dei “costi della politica” (e prima ancora nel ridurli) ha tenuto come riferimento il silenzio e l’inerzia di alcuni dei suoi consiglieri.

Ciò che è certo è che gli aumenti di cui la Giunta Gravina ha deciso (legittimamente) di giovarsi, non possono essere presentati come un “accidente” quasi non voluto, che si è costretti a subire e che non graverà sul bilancio comunale (a rimarcare che, invece, il simbolico gettone dei consiglieri “grava” su quel bilancio). I soldi messi a disposizione dal bilancio statale sono ugualmente soldi pubblici, soldi di tutti noi.

La retorica “anti-casta” la doveva risparmiare non tanto a noi, quanto ai cittadini di Campobasso”.

Quindi, l’affondo finale: “Quello che sentiamo di dovere ribadire noi è che l’aumento delle indennità impone, oggi, che Sindaco, Giunta (dipendenti e liberi professionisti) e Presidente del Consiglio si dedichino a tempo pieno all’attività amministrativa: occorre che si mettano in aspettativa o lascino le attività private per il tempo dell’incarico nell’esecutivo.

Questa la nostra formale e pubblica richiesta alla Giunta. Tutto il resto è un modo maldestro per giustificare l’addio ad un altro baluardo della propaganda pentastellata”.

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