Termoli

Ecco la toppa, cancellato (ma non tutto) l’inglese maccheronico sui cartelli. Spiaggia libera, spuntano i pali di distanziamento

24 ore di dileggio 'social' non glieli ha tolti nessuno agli arrembanti - e sconosciuti - traduttori della cartellonistica anti Covid apparsa sul lungomare termolese. Messa la 'toppa', rimane la figuraccia istituzionale che a molti non è andata giù. Intanto da oggi novità sulle spiagge libere

Alla fine ci hanno messo una toppa ma quando il ‘buco’ ormai era diventato virale. I cartelli che sono entrati di diritto negli strafalcioni alla termolese – quelli di Don’t stop about battigia, tanto per intenderci – sono stati modificati alla meno peggio per porre rimedio a quella che, nella migliore delle ipotesi, è una figuraccia.

Non è l’unica novità di oggi 12 giugno sul litorale termolese. In alcune spiagge libere (come già da qualche giorno nel tratto ai piedi del Castello Svevo) sono apparsi i pali che dovrebbero assicurare – bontà dei bagnanti e di chi controllerà – la necessaria distanza tra ombrelloni. Quanto al tratto più a Nord, poco prima della Torretta, sull’arenile ‘libero’ però gli stessi non ci sono.

Inoltre da oggi è attivo il servizio di salvamento e i bagnini hanno iniziato il loro compito. Ed è di oggi difatti la revoca del divieto di balneazione da parte del sindaco di Termoli Francesco Roberti.

Ma veniamo ai cartelli. Keep the distance of safety of at least 5 m among the beach equipment è ora Keep a distance of safety of at least 5 m beetween the equipment of the beach mentre l’arcinoto e improbabile Don’t stop about battigia è stato trasformato in Do not stand on the shoreline. Rimasto invece immutato il cartello che indica ‘Balneazione non sicura’ nei tratti di spiaggia in cui non c’è il servizio ‘baywatch’. E che reca un’altra clamorosa traduzione che non è sfuggita ai cittadini, ma al Comune evidentemente sì: Unsafe bathing for lack of apposito rescue service. 

La frittata, dunque, è stata fatta ed è tanto lo sconcerto per quanto accaduto. La domanda ‘Chi ha fatto la traduzione?’ assilla da quasi due giorni un po’ tutti. Incredulità, scherno, dileggio social hanno tenuto banco per l’intera giornata di ieri, 11 giugno, quando ormai la brutta figura era sulla bocca di tutti.

Ma c’è anche chi si è sentito profondamente indignato per l’episodio: “Quel cartello è uno schiaffo a centinaia di giovani termolesi che studiano. Un chiaro segnale che in questo Paese essere preparati non serve a nulla”.

 

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